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Lettera aperta ai Consiglieri Regionali del Presidente CONI Marche Fabio Sturani

 

Gentili Consiglieri,

ho letto con sorpresa la proposta di bilancio per il 2014 di Regione Marche e quello che prevede per la legge sullo sport e tempo libero e vorrei quindi condividere alcune considerazioni.

Prima di tutto i numeri del bilancio regionale: dagli 843.717 euro del bilancio 2013, si avrebbe per il 2014 una riduzione del 43,20%, portando  la cifra complessiva dedicata allo sport a 479.230 euro.

Come CONI  avevamo già evidenziato, nel corso della recente audizione alla I Commissione Consiliare, come le risorse impegnate da Regione Marche per lo sport 2013 corrispondessero all’esigua cifra di 0,57 euro per abitante per l’intero anno. Con la proposta di bilancio 2014, allo sport verrebbe riservata la “favolosa” cifra di 30 centesimi ad abitante all’anno! Naturalmente, all’interno di questa cifra  sono compresi anche i fondi per i diversamente abili, l’attività per il diritto al gioco e il finanziamento per l’attività motoria nella scuola primaria.

Non ci sarebbe bisogno di alcun commento, ad un solo anno dall’approvazione della nuova legge regionale sullo sport e il tempo libero i numeri hanno almeno il pregio di essere chiari: la coerenza non abita dalle parti della Regione.

Ma non basta, perché i punti dolenti, e le promesse mancate, sono diversi.

Ad oggi come CONI nulla sappiamo ancora su come la regione voglia garantire il diritto alla gratuità della visita medico sportiva per gli atleti under 18 che fanno attività agonistica, così come  previsto dalle leggi regionale e nazionale. Dai dati riferiti al 2012, gli ultimi disponibili, sappiamo che 10.000 ragazzi marchigiani sono costretti a ricorrere ai centri privati a causa delle lunghe liste di attesa nei centri di medicina dello sport del Servizio Sanitario Regionale: visite private che,  naturalmente, le famiglie pagano di tasca propria (da 60 a 70 euro per ogni controllo). Tutto ciò significa una nuova tassa sulle famiglie e sullo sport.

Così come alla data odierna non sono ancora arrivati i contributi alle società sportive previsti nel bilancio 2013, fatto salvo il pagamento dei fondi sull’attività motoria nella scuola primaria. Vale la pena ricordare come quei contributi, approvati ma non ancora pagati, rappresentino vere e proprie boccate di ossigeno per le società impegnate sul territorio, per organizzare attività, manifestazioni, iniziative a favore della pratica sportiva.

Inoltre per il 2014 abbiamo individuato alcune priorità per il mondo sportivo, sulle quali ci piacerebbe condividere un impegno con Regione Marche. Le elenco per sommi capi: il prossimo anno scolastico  partono 6 licei sportivi in tutta la Regione; le città di Ascoli Piceno e Jesi sono città europee dello sport 2014, un impegno significativo e una importante vetrina internazionale; c’è da attuare la legge Balduzzi, che prevede la presenza di un defibrillatore in ogni impianto sportivo e la formazione del personale delle società; si deve, dopo anni dai primi annunci, attivare il passaporto ematochimico per i ragazzi da 14 a 18 anni; c’è bisogno di aggiornare il censimento degli impianti sportivi della regione.

C’è poi il capitolo impianti sportivi: da quanto ci risulta, per il secondo anno consecutivo non è previsto alcun finanziamento per la messa a norma, la riqualificazione, la ristrutturazione degli impianti sportivi. E pensare che ci era stato detto che il 2014 sarebbe stato “l’anno della svolta”: una svolta positiva, pensavamo, non certo un disimpegno così profondo.  

Si deve insomma rimarcare una profonda mancanza di coerenza, da parte di Regione Marche, tra quel che viene detto e quello che poi viene fatto: a parole la promozione dello sport e dell’attività motoria è considerata centrale per il benessere delle persone, per la prevenzione e quindi per la riduzione della spesa sanitaria e sociale; i fatti stanno tutti nei numeri ricordati poco sopra.

Non si può festeggiare, con la giornata delle Marche esattamente un anno fa a Fano, le dieci medaglie conquistate dagli atleti marchigiani alle Olimpiadi e Paralimpiadi di Londra, e poi ritrovarsi con simili proposte indecenti: non è in questo modo che tuteliamo lo sport e che favoriamo la crescita di nuovi campioni.

Verrebbe da chiedere un incontro urgente all’Assessore regionale allo Sport.

 

Il rischio, se non ci saranno cambiamenti, non è solo quello di vincere meno medaglie, ma è quello, molto più grave, di perdere un tessuto profondo della nostra Regione, un tessuto creato in anni di lavoro sul territorio da parte di tante persone, spesso animate solo da passione: si tratta di quel tessuto che permette a migliaia di ragazzi crescere con uno sport, ad alcuni di loro di trovare un indirizzo nella vita, che consente a tante persone di tenersi sane e in forma a tutte le età, che permette un rapporto fra territori, generazioni e ambienti sociali e culturali che altrimenti rischierebbero di sconnettersi.

Sappiamo bene le difficoltà economiche del Paese e delle famiglie, ma riteniamo che lo sport, e la sua promozione, rappresentino uno degli aspetti delle politiche di welfare a favore della popolazione tutta, e non solo dei giovani; proprio per questo riteniamo che siano da rivedere in profondità le risorse destinate allo sport.

 

Faccio quindi un appello a tutti i Consiglieri Regionali chiamati a votare il bilancio 2014: tenete conto di quanto scritto e ribadito più volte e impegnatevi concretamente per modificare la proposta di bilancio 2014.