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Un appuntamento d’alto profilo, nobilitato da autorità, docenti, esperti del settore ed un buon pubblico.
Una sfida centrata su un tema d’attualità, ricca nei contenuti e collocata in una location che ben ne ha interpretato il messaggio: la convention organizzata alla Rotonda a mare dalla Scuola Regionale dello sport del Coni Marche in sinergia con Regione Marche, Comune di Senigallia, Provincia di Ancona e Istituto di Credito sportivo ha esaltato il binomio “Sport e Turismo”.
«E’ un abbinamento che aggiunge valore dal punto di vista sociale ed economico, migliora la qualità della vita nel pieno rispetto dell’ambiente», ha detto l’assessore regionale Serenella Moroder, riconfermando il pieno sostegno al turismo di qualità offerto dalle Marche.
«Dal mare alla montagna, attraverso colline e borghi storici, il turista ha l’opportunità di vivere pienamente la vacanza gustando il territorio – ha aggiunto -; oltre ad essere terra di grandi atleti, le Marche danno la possibilità di praticare ogni tipo di attività e dal turismo sportivo giungono segnali incoraggianti: un terzo delle strutture ricettive delle Marche dichiara di avere clienti attratti dalla possibilità di praticare sport.
Lo sport inoltre favorisce la destagionalizzazione del turismo, centri sportivi e attrezzature tutto l’anno che stimolano le presenze, dando vitalità e slancio all’intero territorio».
Dal Sindaco di Senigallia Maurizio Mangialardi il saluto di un Comune che dal turismo trae linfa vitale, dall’assessore provinciale Eliana Maiolini, un’adesione convinta all’idea di istituire un tavolo di lavoro congiunto. Vero è, come ha sottolineato il vice presidente Nazionale del Coni, nonché presidente del Comitato Paralimpico Luca Pancalli, che “nella popolazione italiana resiste ancora un 38% di sedentari, una percentuale ancora alta ma in diminuzione rispetto alla precedente (41)”, ma i numeri su cui ragionare sono davvero incoraggianti.
Dallo studio Coni-Istat dell’aprile scorso, risulta che le Marche vantino il rapporto più alto fra tesserati e popolazione (uno su otto) dietro Valle d’Aosta e Trentino, le cui peculiarità sono inimitabili. Altro dato significativo – ha sintetizzato Fabio Sturani, presidente del Coni Marche – riferisce che nel 30% dei casi, le scelte dei vacanzieri vengono compiute in relazione all’offerta sportiva: “E’ clamoroso, un fattore complementare ma determinante da mettere in campo legandolo ad attività promozionali, ambientali e culturali.
Abbiamo la fortuna di partire da una dotazione di prim’ordine; ci sono strutture adatte ad ospitare qualsiasi tipo di disciplina, dagli eventi internazionali alle realtà di nicchia, un censimento sugli impianti sportivi che sarà presto completo e disponibile su un apposito portale, ma c’è anche la responsabilità di provvedere alla riqualificazione degli impianti stessi e a congiungere le forze per addivenire ad un piano turistico regionale”.
La proposta è cioè quella di istituire una cabina di regia centralizzata in grado di programmare e di stilare un calendario, perché nessun Ente locale può camminare da solo e parallelamente vanno incentivati servizi ed ospitalità, coinvolgendo in prima persona operatori commerciali, attività economiche e il variegato panorama sportivo. La convention ha mosso un primo passo in questo senso, riunendo in maniera proficua tutti i soggetti interessati. Ciascuno, nelle due sessioni di lavoro, ha portato idee ed esperienze utili per affrontare la “sfida”.
Prendendo spunto dall’assessore di Pesaro Pieri che ha sottolineato come la Coppa del Mondo di ginnastica abbia giovato all’immagine mediatica della città, e dagli esempi pratici del dott. Temperini (tre manifestazioni di danza sportiva a Fabriano hanno fatto registrare 23000 presenze negli hotel), si è preso l’impegno a condurre una valutazione concreta sul peso specifico degli eventi sportivi.
Come ha detto Giovanni Palazzi, presidente della StageUp Bologna, la tendenza è in miglioramento, ma la strategia va migliorata perché se si investe bene su un evento sportivo, al sistema nel suo complesso ritorna sette volte tanto: troppo per non provarci.

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